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Una famiglia italiana su tre vive schiacciata dai debiti. Soluzioni

giovedì, 20 maggio 2010

Adesso basta. Non possiamo più rimanere inerti vedendo milioni di cittadini italiani alle prese con debiti che non potranno mai onorare senza un intervento legislativo che metta delle nuove regole e indichi soluzioni per questo problema.
Più volte abbiamo sottolineato l’aggravarsi della situazione relativa al debito finanziario delle famiglie. Oggi sarebbe sterile voler attribuire la responsabilità di questo scempio alla leggerezza dei finanziati od alla avidità dei finanziatori. Dobbiamo attenerci alla realtà che delinea nel Paese una situazione di allarme sociale determinata dal formarsi di nuove sacche di povertà.
Contestiamo le analisi che partono dal presupposto di un’Italia virtuosa e risparmiatrice dove il debito medio pro-capite è inferiore alla media europea; non che tale assunto non sia vero ma necessita di una analisi più approfondita: mediamente gli italiani sono meno indebitati dei colleghi europei ed americani ma quelli indebitati, circa il 25/28% cioè 1 su 3, lo sono ad un livello tale da non garantire la sopravvivenza. Il nostro consultorio registra quindi un fenomeno di sovraindebitamento per il quale La famiglia non detiene più i mezzi necessari a sostentarsi.
In altre parole, la decisione quotidiana verte tra pagare i debiti o mangiare, riscaldarsi, vestirsi e mandare a scuola i figli.
Non dobbiamo chiedere ad illustri economisti cosa le famiglie faranno: mangeranno e si troveranno nella condizione di NON poter pagare i debiti finanziari.
A questo punto, le sofferenze bancarie sono destinata ad aumentare in modo esponenziale e le banche si troveranno loro stesse a dover decidere quale strategia intraprendere per tutelare il proprio credito. Ma cosa si può recuperare da gente che non mangia e che non possiede nulla se non lo stipendio già decurtato da cessioni e pignoramenti.
Occorre superare gli attuali schemi di recupero e tutela del credito giudiziale e stragiudiziale, per approdare ad un concetto nuovo di gestione della massa debitoria che da una parte consenta alle persone di poter pagare e dall’altra agli Istituti finanziari di recuperare il credito.
Riteniamo che tali esigenze possano essere soddisfatte solo mettendo mano ad una Legge che, comparando le famiglie a vere e proprie aziende in crisi, metta in campo una figura professionale espressa da una associazione di categoria piuttosto che da un patronato con il fine di mettere tutti intorno ad un tavolo e raggiungere la composizione del contenzioso.
Il nuovo dispositivo potrebbe essere così articolato:
” Tutti i nuclei per i quali è dimostrabile un livello di indebitamento finanziario incompatibile con le condizioni minime di sopravvivenza potrà accedere dopo accurata istruttoria, affidata a soggetto terzo, ad una procedura di carattere concorsuale.
Durante tale procedura il soggetto terzo provvederà a contattare e convocare le parti al fine di raggiungere un accordo che contemperi:
l’esigenza del recupero del credito
la necessità di stabilire quote di rientro compatibili con le condizioni di sopravvivenza.
Il soggetto terzo in caso di mancato accordo tra le parti e nel rispetto di regole oggettive predeterminate potrà emanare un provvedimento di chiusura della vertenza vincolante per le parti.”

La Mutua del Lavoro e delle Famiglie continua l’ opera di studio e ricerca di soluzioni atte al miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

Lucio Molinari

La Mutua approda su Facebook

martedì, 11 maggio 2010

Da oggi 11 maggio 2010 Mutua del Lavoro e delle Famiglie è su Facebook.
Entra nella nostra associazione diventando nostro membro del fansclub.
Il patronato ha bisogno del contributo di tutti per crescere, per contare, per ricercare soluzioni atte a migliorare la qualità della vita.
Ti aspettiamo su Facebook

Polizze fidejussorie per il soggiorno degli stranieri.

mercoledì, 5 maggio 2010

La mutua del Lavoro e delle Famiglie in convenzione con primari gruppi assicurativi distribuisce le polizze sanitarie e fidejussorie necessarie per consentire l’accesso nel nostro paese dei cittadini extracomunitari.
Secondo il disposto del D.Lgs n. 286/98, art 4 e della Direttiva Min . Interno del 01.03.2000, tutti gli stranieri che intendono fare ingresso in Italia e comunque nello spazio Schengen, devono disporre di mezzi finanziari che possano garantirgli il sostentamento. Tale disponibilità può essere dimostrata sottoscrivendo una polizza fidejussoria.
Tariffe relative al soggiorno di una sola persona:
da 1 a 5 giorni 269,590
da 6 a 10 giorni 44,931 per ogni giorno
da 11 a 20 51,645 per ogni giorno + la quota fissa di 36,668
da 21 a 90 giorni 27,888 per ogni giorno + quota fissa di euro 206,582.

Il patronato è a disposizione di tutti gli utenti per chiarimenti e delucidazioni.

Il direttivo

Credito, informazione e consapevolezza

venerdì, 19 febbraio 2010

La maggior parte degli utenti finanziari del comparto famiglie NON conoscono le procedure di accesso del credito. Vivono in una profonda ignoranza circa i meccanismi sempre più asettici ed automatici che regolano l’erogazione di prestiti e finanziamenti.

L’ignoranza favorisce l’attività di operatori scaltri che della disinformazione fanno la loro fortuna commerciale.

L’operatore scaltro, facendo leva sull‘ignoranza, alimenta le supertizioni secondo le quali certe situazioni si possono aggiustare o comunque cambiare l’ordine naturale e logico delle cose.

L’utente deve sapere che in base agli attuali meccanismi del credito, per accedervi, occorre possedere requisiti oggettivi e non esistono scorciatoie ( legali) per rendere finanziabile chi non lo è.Pertanto dietro una promessa di credito impossibile si nasconde o il tentativo di carpire denaro o peggio.

L’ utente deve sapere che se possiede i requisiti oggettivi di credito può pretendere dal mercato le migliori condizioni offerte dai grandi competitors.

La Mutua del Lavoro vuole combettere l’ignoranza che genera la supertizione e consente ai disonesti di fare affari sul bisogno, .

Dainese licenzia e delocalizza la produzione in Tunisia

martedì, 19 gennaio 2010

Che l’impresa debba perseguire profitti non ci piove. Che tali profitti si raggiungono vendendo i beni e servizi prodotti è altra verità indiscutibile. Ora non conosciamo quanto sia importante il mercato italiano per Dainese ( sponsor di Valentino Rossi).Certo è che le aziende convertitesi alla delocalizzazione, sottraendo pil ai loro mercati primari, prima o poi dovranno chiedersi come faranno i tradizionali clienti “impoveriti” e senza lavoro e senza stipendio a comprare le merci prodotte nei paesi sottosviluppati.
Dainese oggi, Fiat da sempre e tutti gli altri sono proprio sicuri di conoscere a fondo gli effetti devastanti nel lungo periodo di questa politica depauperativa delle preziose risorse manifatturiere italiane.
Noi crediamo che qualche dubbio dovrebbero quanto meno coltivarlo.
Lucio Molinari

La via nuova del credito.

lunedì, 18 gennaio 2010

Il privato cittadino ed il piccolo imprenditore che si accingono ad andare sul mercato per chiedere soldi, con qualsiasi finalità, partono dal presupposto che chi glieli darà farà loro un favore; di conseguenza l’atteggiamento dei soggetti richiedenti davanti alle banche ed alle finanziarie è quello di sudditanza psicologica. Chiedere soldi è nel comune sentire sinonimo di umiliazione o ammissione di qualche peccato.
Nulla di più sbagliato. Chi, per mestiere presta soldi, non importa se banca o finanziaria, svolge un’attività come qualsiasi altra con la specificità di vendere non capi di abbigliamento o mobili ma soldi e prodotti finanziari. I soldi sono una merce come qualsiasi altra, risente delle quotazioni di mercato ed ha, però, un prezzo massimo ( tasso soglia); prestarlo oltre quel tasso è una reato penale, l’usura. Chi compra il denaro è un cliente che pertanto non solo non fa un favore alla Banca o Finanziaria, ma senza quel prestito la Banca o la Finanziaria non guadagnerebbero.
Tuttavia dire che il denaro è una merce comune come le patate ed il burro è sicuramente riduttivo e non conforme alla realtà. Il mondo del credito infatti è una cosa più complicata, uno snodo dove confluiscono più interessi da tutelare come quello dei risparmiatori che il denaro non lo chiedono ma lo mettono a disposizione. Per questo motivo pur essendo il credito un diritto e le Banche gli enti per legge chiamati a svolgere l’importante funzione sociale del credito, per ottenere un finanziamento, un mutuo od un prestito personale non è sufficiente farne richiesta ( come per qualsiasi altro genere di consumo) ma bisogna rispondere a determinati requisiti oggettivi. Tali requisiti non sono sempre gli stessi e nel tempo sono mutati; le regole del credito hanno preso una dimensione sovranazionale e sono state oggetto di accordi ” Basilea 1 e 2″ che hanno scritto nuove norme e stabilito nuovi principi creditizi. Il fine è rendere stabile il sistema finanziario ed evitare clamorosi crolli anche recenti che minando l’economia hanno portato intere fasce di popolazione nella miseria.
Conoscere bene queste regole ed i propri limiti è l’unico modo per accedere al credito.
Il compito di un Ente come la Mutua del Lavoro e delle Famiglie è creare intorno a sè un nuovo bacino di utenza ben informata, conscia dei propri limiti; un’utenza che chiedendo soldi sa quali sono i propri diritti e pretende dal mercato un servizio efficiente ed equo nel prezzo.

I nostri associati sono costantemente informati sui limiti oggettivi e sulle condizioni che l’associato può e deve pretendere.
Mutua del Lavoro e delle Famiglie è e vuole essere un punto di sicuro riferimento per gli utenti finanziari, privati e piccoli imprenditori.
Per saperne di più 800.92.88.35

I nuovi tassi soglia.

mercoledì, 13 gennaio 2010

Vediamo con grande stupore che la rilevazione di dicembre dei tassi soglia circa la cessione del quinto e la delegazione di pagamento sono cresciute di alcuni punti superando quota 20%. Dopo aver salutato con soddisfazione la presa di posizione di Banca d’Italia, con le raccomandazioni agli operatori del novembre 2009, ora siamo investiti da una certa preoccupazione nel verificare questa impennata dei tassi; soprattutto in un momento in cui il tasso euribor continua a stare abbondantemente sotto il 2%.
Allora perchè questo aumento? Si tenta di rimettere in gioco tutte quelle 106 destinate a soccombere non potendo più speculare sui salari dei dipendenti? Certo, la difficile crisi economica e le difficoltà generate dalle sofferenze possono aver indotto gli assicuratori del credito ad aumentare i premi; ma questo non basta a giustificare l’impennata dei prezzi.
Mutua del Lavoro e delle Famiglie vigilerà con attenzione sulla dinamica rialzista attivandosi a favore di quegli Istituti che continuano invece a calmierari tassi e commissioni.
Si invitano tutti gli utenti della cessione del quinto e della delegazione di pagamento a contattare l’associazione per segnalare speculazioni o più semplicemente per verificare la congruità del prezzo applicato sui preventivi proposti dagli operatori.

I consulenti della Mutua del Lavoro a favore delle piccole e medie imprese.

venerdì, 11 dicembre 2009

Anche l’impresa più piccola non può prescindere dal controllo di gestione. Tutti gli imprenditori non possono più permettersi di navigare a vista dovendo avere, giorno per giorno, il completo controllo della situazione; anche quando le cose vanno bene.
Solo il flusso costante di dati consente correzioni ed aggiustamenti necessari per rendere più solida l’impresa.
In tale contesto riveste grande importanza la possibilità di ottenere credito.
I piccoli imprenditori italiani, quelli azienda-famiglia tanto per interderci, hanno spesso privilegiato una gestione “personale” dell’attività, più improntata a nascondere le vere potenzialità dell’impresa che a renderle note al mondo; la paura atavica del fisco, la propensione alla riservatezza e le vecchie regole applicate dalle banche, hanno favorito questo processo di economia sotto traccia.
Oggi però il mondo è cambiato: l’impresa è qualcosa di oggettivo, se vogliamo “pubblico”. Dalla camera di commercio all’inal, all’inps, all’agenzia delle entrate, osserviamo un monitoraggio attento e puntuale dell’impresa; l’atteggiamento delle Banche poi, sotto la pressione degli accordi internazionali( Basilea), è radicalmente mutato: l’impresa vista non più dal punto di vista delle tasche del padrone e del suo patrimonio ma da quello della produttività e capacità di fare utili.
E’ chiaro che stiamo assistendo ad un mutamento culturale epocale. Dobbiamo spiegare all’imprenditore che il bilancio non è un documento confezionato alla fine dell’anno ad uso e consumo del fisco per pagare sempre meno tasse, ma la reale carta d’identità dell’azienda che “manifestando” il proprio grado di efficienza e capacità produttiva, attrae capitali, trova credito e cresce nei propri affari.
Per assistere i piccoli imprenditori nel difficile passaggio in corso e nel favorire nuove relazioni tra l’ aziende ed il mondo del credito c’è bisogno di professionisti disponibili a traghettare quelle imprese dal vecchio al nuovo sistema.
Consulenti in grado di insegnare anche alle realtà più piccole ed agli imprenditori meno preparati le nuove regole del dialogo con le banche che partono da concetti nuovi come “rating” e “credit default swaps”.
La Mutua del Lavoro e delle Famiglie, impegnata istituzionalmente nel facilitare tutti questi passaggi, si propone come interlocutore della piccola impresa per assistere l’imprenditore in un momento non facile e reso ancor più complicato dalla crisi economica in atto.

Lucio Molinari

Il ruolo della Mutua del Lavoro nella distribuzione dei prodotti di finanziamento con trattenuta in busta paga ( cessioni e deleghe)

giovedì, 10 dicembre 2009

Non possiamo non proseguire nella riflessione sollecitata dalle recenti prese di posizione da parte di Bankitalia e dalle risposte, a caldo, predisposte dagli operatori del settore.
Occorre innanzitutto affermare una cosa che spesso, per ipocrisia, non viene detta: l’utente della cessione del quinto così come della delegazione è un utente forzato a contrarre tale tipo di finanziamento da una serie di eventi negativi che lo condizionano e lo spingono in quella direzione. L’utente della cessione è sovente protestato e non è in possesso dei requisiti necessari per la richiesta di un prestito personale; molto spesso è un soggetto già indebitato con finanziamenti personali; “soggiace” negativamente in crif con tutte le porte del credito chiuse. In altre parole possiamo definire l’utente della cessione un soggetto debole.
Per questa caratteristica, oltre alla perenne disinformazione finanziaria del consumatore, per anni il popolo della cessione è stato terreno di caccia di operatori scaltri che sul bisogno della gente hanno fatto i soldi. Inetivabile per bankitalia rilevare che il disposto della Legge 180 era stato stravolto nella forma e nella sostanza, autorizzando di fatto gli istituti abilitati ad approfittare dello stato di bisogno degli utenti.
Abbiamo visto di tutto: tassi alti, rinnovi senza nessuna convenienza, commissioni dei mediatori superiori al netto ricavo dei cedenti.
Ora il nostro istituto centrale ha detto basta: richiama le banche ad entrare direttamente nella filiera distributiva, a vigilare sulla distribuzione e sul rispetto della Legge, a calmierare tassi e commissioni.
Noi vogliamo andare oltre: se questo prodotto è destinato nei fatti al segmento più debole della società ( lavoratori dipendenti e pensionati) soggetti spesso obbligati a dirigersi per motivi personali su questi prodotti, non è forse il caso di coinvolgere nella distribuzione soggetti come patronati ed associazioni che hanno statutariamente il fine di rendere la vita più facile a chi è in difficoltà, quanto meno sgravando tali servizi dai costi distributivi.?
La nostra riflessione termina qui, in attesa di ricevere il contributo di tutti e maggiormente di chi è Ente primario nella erogazione di tali servizi.
Lucio Molinari

Le statistiche della Mutua ad ottobre 2009

martedì, 24 novembre 2009

E’ terminata l’analisi dei dati relativi alle richieste di intervento del mese di ottobre 2009.
A fronte delle 157 richieste di intervento solo 20 presentavano le caratteristiche di potenziale accesso al credito. La parte restante era costituita da situazioni di sovraindebitamento al limite della vera e propria emergenza alimentare.
Parliamo di nuclei famigliari dove la somma delle uscite finanziarie, supera e sovrasta le entrate, soprattutto quelle da lavoro dipendente o pensione.
Il sovreindebitamento sta diventando una emergenza. E’ vero che le famiglie italiane sono meno indebitate nel complesso, di quelle americane ed europee; ma tale stima non tiene conto che la nostra massa debitoria è sulle spalle del 25% delle famiglie italiane,famiglie che si trovano spesso a non sapere come mangiare.
Perchè?
Certo la colpa non è da imputare al 75% delle famiglie parsimoniose che hanno resistito al richiamo del credito facile; nè le famiglie indebitate sono esenti dalla responsabilità di non essersi soffermate a pensare un minuto quando contraevano prestiti e finanziamenti. Anche le banche hanno avuto una qualche responsabilità a finanziare facilmente tutti quei soggetti “non fallibili”, dipendenti e pensionati, oltre le capacità fisiche di restituzione ed ora qualche guaio nel recuperare i crediti andranno a passarlo.
Il nostro compito non è addossare responsabilità quanto constatare ed aiutare quelle famiglie, e sono tante, a venirne fuori.
Abbiamo già detto che i debiti, i prestiti, i finanziamenti, i mutui devono essere pagati: quindi nessun “indulto”.
E’ comunque necessario creare degli strumenti nuovi per consentire a chi deve pagare,la possibilità di farlo. Troviamo inutile l’accanimento da parte delle società di recupero che molte volte “terrorizzano” i debitori impotenti,perchè senza nessuna capacità restitutoria obiettiva. I creditori, cioè le banche e le finanziarie, meglio farebbero ad affronatare il problema delle sofferenze, agevolando rientri nel lunghissimo periodo che assicurino il rientro integrale del credito.
La Mutua come sempre vuole aprire il dibattito e confrontarsi con la gente e le Istituzioni