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La “Mutua” e la manovra salva Italia

lunedì, 5 dicembre 2011

Non abbiamo elementi per criticare l’operato del governo in tema di pensioni. La reintroduzione dell’ICI oggi IMU e la possibilità di detrazione sino a 200,00 era prevista e forse necessaria. Apprezzabile il tentativo di rendere commestibile la manovra con l’introduzione del contributo sui capitali scudati e le varie tasse sui beni di lusso.
Cosa allora non ci convince:
- una mano blanda nel taglio delle spese ( le provincie dovevano essere eliminate) e dei privilegi
- un prelievo troppo basso sulle rendite finanziarie che di fatto continuano in Italia a restare in zona franca. Siamo convinti che la priorità del paese sia li crescita ma se continuiamo a rendere “conveniente” mettere il denaro nella finanza perchè poco tassato non agevoleremo il finanziamento dell’economia reale che di fatto dovrebbe rappresentare il vero motore della ripresa. Meno finanza e più impresa.
Speriamo adesso negli emendamenti anche se ci aspettiamo poco in tema di rendite finanziarie da un governo che comunque rimane pur sempre espressione delle Banche.

Lucio Molinari

Del gioco d’azzardo.

martedì, 24 maggio 2011

Siamo un Paese strano, molto strano. Per quarant’anni il gioco è stato demonizzato perchè motore di arricchimento della criminalità organizzata e motivo di povertà delle famiglie soprattutto quelle più povere ed inclini a tentare la fortuna. Qualche lotteria, il totocalcio, 3 casinò. Chiusura totale su tutto il resto.
Poi inversione di tendenza; non apertura di case da gioco Statali controllate e ubicate in luoghi a forte carattere turistico ( come ovunque), cosa che avrebbe favorito oltre che il turismo anche l’occupazione ed i bilanci dei territori interessati. No.
Apertura invece selvaggia di mille piccoli casinò sotto casa, senza un minimo di controllo, a portata di mano di chiunque. Una bolgia di macchinette mangiasoldi controllate dal malaffare presenti in tintoria, in macelleria. Non mi stupirei di vedere una bella slot in parrocchia ( ovviamente il parroco direbbe che c’è da rifare la canonica). Senza menzionare Bingo, grattatutto,enalotti, superenalotti.
Siamo nettamente contrari a questa politica. Non certo per perbenismo: il gioco sempre c’è stato e sempre ci sarà! Ma deve essere inserito in un contesto di regole e controlli; deve essere non solo fine a se stesso ma veicolo turistico e occupazionale; deve infine non essere troppo accessibile perchè strumento pericoloso in chi non ha controllo e mette in quella macchinetta anche le risorse vitali della famiglia.
Ancora una volta lo Stato e la politica hanno fatto Male molto Male.
Lucio Molinari

Commento ai dati pubblicati dai giornali sulla povertà

martedì, 21 dicembre 2010

Leggiamo sul Corriere di domenica 19 i dati forniti da cciaa Mestre che confermano la difficoltà delle famiglie nel pagare le rate finanziarie. Una vera e propria ecatombe di insoluti nel 2010 con un trend che non si arresterà prima della seconda metà del 2011.
In controtendenza su La Stampa di oggi 21 dicembre viene descritto un paese completamente diverso, dove certamente la ricchezza sta in mano al 10% delle famiglie e basta, ma la sofferenza del credito è contenuta nel 3,8% e l’ indebitamento privato è ben al di sotto delle medie europee e statunitensi.
Noi non sappiamo come vengano confezionati questi report nè quali dati analizzati. Di certo noi siamo sul campo; parliamo con la gente dei loro problemi; assistiamo al quotidiano dramma di coloro che non possono pagare più le rate dei prestiti contratti; vediamo ogni giorno il popolo dei pignorati, degli sfrattati,dei tagliati ( nel senso della luce e del gas), dei morosi citati presso il Tribunale. Può darsi che li vediamo tutti noi e solo noi, ma sono veramente tanti; abbiamo la sensazione che qualcosa non torni e che il paese reale sia diverso da quello tratteggiato dalle statistiche.

Una famiglia italiana su tre vive schiacciata dai debiti. Soluzioni

giovedì, 20 maggio 2010

Adesso basta. Non possiamo più rimanere inerti vedendo milioni di cittadini italiani alle prese con debiti che non potranno mai onorare senza un intervento legislativo che metta delle nuove regole e indichi soluzioni per questo problema.
Più volte abbiamo sottolineato l’aggravarsi della situazione relativa al debito finanziario delle famiglie. Oggi sarebbe sterile voler attribuire la responsabilità di questo scempio alla leggerezza dei finanziati od alla avidità dei finanziatori. Dobbiamo attenerci alla realtà che delinea nel Paese una situazione di allarme sociale determinata dal formarsi di nuove sacche di povertà.
Contestiamo le analisi che partono dal presupposto di un’Italia virtuosa e risparmiatrice dove il debito medio pro-capite è inferiore alla media europea; non che tale assunto non sia vero ma necessita di una analisi più approfondita: mediamente gli italiani sono meno indebitati dei colleghi europei ed americani ma quelli indebitati, circa il 25/28% cioè 1 su 3, lo sono ad un livello tale da non garantire la sopravvivenza. Il nostro consultorio registra quindi un fenomeno di sovraindebitamento per il quale La famiglia non detiene più i mezzi necessari a sostentarsi.
In altre parole, la decisione quotidiana verte tra pagare i debiti o mangiare, riscaldarsi, vestirsi e mandare a scuola i figli.
Non dobbiamo chiedere ad illustri economisti cosa le famiglie faranno: mangeranno e si troveranno nella condizione di NON poter pagare i debiti finanziari.
A questo punto, le sofferenze bancarie sono destinata ad aumentare in modo esponenziale e le banche si troveranno loro stesse a dover decidere quale strategia intraprendere per tutelare il proprio credito. Ma cosa si può recuperare da gente che non mangia e che non possiede nulla se non lo stipendio già decurtato da cessioni e pignoramenti.
Occorre superare gli attuali schemi di recupero e tutela del credito giudiziale e stragiudiziale, per approdare ad un concetto nuovo di gestione della massa debitoria che da una parte consenta alle persone di poter pagare e dall’altra agli Istituti finanziari di recuperare il credito.
Riteniamo che tali esigenze possano essere soddisfatte solo mettendo mano ad una Legge che, comparando le famiglie a vere e proprie aziende in crisi, metta in campo una figura professionale espressa da una associazione di categoria piuttosto che da un patronato con il fine di mettere tutti intorno ad un tavolo e raggiungere la composizione del contenzioso.
Il nuovo dispositivo potrebbe essere così articolato:
” Tutti i nuclei per i quali è dimostrabile un livello di indebitamento finanziario incompatibile con le condizioni minime di sopravvivenza potrà accedere dopo accurata istruttoria, affidata a soggetto terzo, ad una procedura di carattere concorsuale.
Durante tale procedura il soggetto terzo provvederà a contattare e convocare le parti al fine di raggiungere un accordo che contemperi:
l’esigenza del recupero del credito
la necessità di stabilire quote di rientro compatibili con le condizioni di sopravvivenza.
Il soggetto terzo in caso di mancato accordo tra le parti e nel rispetto di regole oggettive predeterminate potrà emanare un provvedimento di chiusura della vertenza vincolante per le parti.”

La Mutua del Lavoro e delle Famiglie continua l’ opera di studio e ricerca di soluzioni atte al miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

Lucio Molinari

La Mutua approda su Facebook

martedì, 11 maggio 2010

Da oggi 11 maggio 2010 Mutua del Lavoro e delle Famiglie è su Facebook.
Entra nella nostra associazione diventando nostro membro del fansclub.
Il patronato ha bisogno del contributo di tutti per crescere, per contare, per ricercare soluzioni atte a migliorare la qualità della vita.
Ti aspettiamo su Facebook

Polizze fidejussorie per il soggiorno degli stranieri.

mercoledì, 5 maggio 2010

La mutua del Lavoro e delle Famiglie in convenzione con primari gruppi assicurativi distribuisce le polizze sanitarie e fidejussorie necessarie per consentire l’accesso nel nostro paese dei cittadini extracomunitari.
Secondo il disposto del D.Lgs n. 286/98, art 4 e della Direttiva Min . Interno del 01.03.2000, tutti gli stranieri che intendono fare ingresso in Italia e comunque nello spazio Schengen, devono disporre di mezzi finanziari che possano garantirgli il sostentamento. Tale disponibilità può essere dimostrata sottoscrivendo una polizza fidejussoria.
Tariffe relative al soggiorno di una sola persona:
da 1 a 5 giorni 269,590
da 6 a 10 giorni 44,931 per ogni giorno
da 11 a 20 51,645 per ogni giorno + la quota fissa di 36,668
da 21 a 90 giorni 27,888 per ogni giorno + quota fissa di euro 206,582.

Il patronato è a disposizione di tutti gli utenti per chiarimenti e delucidazioni.

Il direttivo

Credito, informazione e consapevolezza

venerdì, 19 febbraio 2010

La maggior parte degli utenti finanziari del comparto famiglie NON conoscono le procedure di accesso del credito. Vivono in una profonda ignoranza circa i meccanismi sempre più asettici ed automatici che regolano l’erogazione di prestiti e finanziamenti.

L’ignoranza favorisce l’attività di operatori scaltri che della disinformazione fanno la loro fortuna commerciale.

L’operatore scaltro, facendo leva sull‘ignoranza, alimenta le supertizioni secondo le quali certe situazioni si possono aggiustare o comunque cambiare l’ordine naturale e logico delle cose.

L’utente deve sapere che in base agli attuali meccanismi del credito, per accedervi, occorre possedere requisiti oggettivi e non esistono scorciatoie ( legali) per rendere finanziabile chi non lo è.Pertanto dietro una promessa di credito impossibile si nasconde o il tentativo di carpire denaro o peggio.

L’ utente deve sapere che se possiede i requisiti oggettivi di credito può pretendere dal mercato le migliori condizioni offerte dai grandi competitors.

La Mutua del Lavoro vuole combettere l’ignoranza che genera la supertizione e consente ai disonesti di fare affari sul bisogno, .

Dainese licenzia e delocalizza la produzione in Tunisia

martedì, 19 gennaio 2010

Che l’impresa debba perseguire profitti non ci piove. Che tali profitti si raggiungono vendendo i beni e servizi prodotti è altra verità indiscutibile. Ora non conosciamo quanto sia importante il mercato italiano per Dainese ( sponsor di Valentino Rossi).Certo è che le aziende convertitesi alla delocalizzazione, sottraendo pil ai loro mercati primari, prima o poi dovranno chiedersi come faranno i tradizionali clienti “impoveriti” e senza lavoro e senza stipendio a comprare le merci prodotte nei paesi sottosviluppati.
Dainese oggi, Fiat da sempre e tutti gli altri sono proprio sicuri di conoscere a fondo gli effetti devastanti nel lungo periodo di questa politica depauperativa delle preziose risorse manifatturiere italiane.
Noi crediamo che qualche dubbio dovrebbero quanto meno coltivarlo.
Lucio Molinari

La via nuova del credito.

lunedì, 18 gennaio 2010

Il privato cittadino ed il piccolo imprenditore che si accingono ad andare sul mercato per chiedere soldi, con qualsiasi finalità, partono dal presupposto che chi glieli darà farà loro un favore; di conseguenza l’atteggiamento dei soggetti richiedenti davanti alle banche ed alle finanziarie è quello di sudditanza psicologica. Chiedere soldi è nel comune sentire sinonimo di umiliazione o ammissione di qualche peccato.
Nulla di più sbagliato. Chi, per mestiere presta soldi, non importa se banca o finanziaria, svolge un’attività come qualsiasi altra con la specificità di vendere non capi di abbigliamento o mobili ma soldi e prodotti finanziari. I soldi sono una merce come qualsiasi altra, risente delle quotazioni di mercato ed ha, però, un prezzo massimo ( tasso soglia); prestarlo oltre quel tasso è una reato penale, l’usura. Chi compra il denaro è un cliente che pertanto non solo non fa un favore alla Banca o Finanziaria, ma senza quel prestito la Banca o la Finanziaria non guadagnerebbero.
Tuttavia dire che il denaro è una merce comune come le patate ed il burro è sicuramente riduttivo e non conforme alla realtà. Il mondo del credito infatti è una cosa più complicata, uno snodo dove confluiscono più interessi da tutelare come quello dei risparmiatori che il denaro non lo chiedono ma lo mettono a disposizione. Per questo motivo pur essendo il credito un diritto e le Banche gli enti per legge chiamati a svolgere l’importante funzione sociale del credito, per ottenere un finanziamento, un mutuo od un prestito personale non è sufficiente farne richiesta ( come per qualsiasi altro genere di consumo) ma bisogna rispondere a determinati requisiti oggettivi. Tali requisiti non sono sempre gli stessi e nel tempo sono mutati; le regole del credito hanno preso una dimensione sovranazionale e sono state oggetto di accordi ” Basilea 1 e 2″ che hanno scritto nuove norme e stabilito nuovi principi creditizi. Il fine è rendere stabile il sistema finanziario ed evitare clamorosi crolli anche recenti che minando l’economia hanno portato intere fasce di popolazione nella miseria.
Conoscere bene queste regole ed i propri limiti è l’unico modo per accedere al credito.
Il compito di un Ente come la Mutua del Lavoro e delle Famiglie è creare intorno a sè un nuovo bacino di utenza ben informata, conscia dei propri limiti; un’utenza che chiedendo soldi sa quali sono i propri diritti e pretende dal mercato un servizio efficiente ed equo nel prezzo.

I nostri associati sono costantemente informati sui limiti oggettivi e sulle condizioni che l’associato può e deve pretendere.
Mutua del Lavoro e delle Famiglie è e vuole essere un punto di sicuro riferimento per gli utenti finanziari, privati e piccoli imprenditori.
Per saperne di più 800.92.88.35

I nuovi tassi soglia.

mercoledì, 13 gennaio 2010

Vediamo con grande stupore che la rilevazione di dicembre dei tassi soglia circa la cessione del quinto e la delegazione di pagamento sono cresciute di alcuni punti superando quota 20%. Dopo aver salutato con soddisfazione la presa di posizione di Banca d’Italia, con le raccomandazioni agli operatori del novembre 2009, ora siamo investiti da una certa preoccupazione nel verificare questa impennata dei tassi; soprattutto in un momento in cui il tasso euribor continua a stare abbondantemente sotto il 2%.
Allora perchè questo aumento? Si tenta di rimettere in gioco tutte quelle 106 destinate a soccombere non potendo più speculare sui salari dei dipendenti? Certo, la difficile crisi economica e le difficoltà generate dalle sofferenze possono aver indotto gli assicuratori del credito ad aumentare i premi; ma questo non basta a giustificare l’impennata dei prezzi.
Mutua del Lavoro e delle Famiglie vigilerà con attenzione sulla dinamica rialzista attivandosi a favore di quegli Istituti che continuano invece a calmierari tassi e commissioni.
Si invitano tutti gli utenti della cessione del quinto e della delegazione di pagamento a contattare l’associazione per segnalare speculazioni o più semplicemente per verificare la congruità del prezzo applicato sui preventivi proposti dagli operatori.