Il fondo di “conciliazione”. Uno strumento per il pagamento rateale dei debiti nel lungo periodo.

18 marzo 2010

Da più parti viene detto che le famiglie italiane sono meno indebitate rispetto alle colleghe europee. Tuttavia un’analisi attenta fa emergere un fenomeno tutto italiano: nella media le famiglie italiane sono meno indebitate denotando, però, una differenza netta tra quelle non indebitate e quelle sovraindebitate. Possiamo affermare che le famiglie che hanno fatto ricorso al credito sono meno numerose che altrove ma hanno contratto un maggior numero di finanziamenti, trovandosi oggi in una situazione di profondo disagio economico.
Le famiglie italiane indebitate, possiamo dirlo, sono sovraindebitate.
Tra le categorie maggiormente rappresentate in questa corsa al debito troviamo i lavoratori dipendenti, pubblici e privati. Il sistema bancario ha riversato una montagna di soldi nel comparto retail, non fallibile, concedendo prestiti personali, prestiti al consumo, cessioni del quinto, delegazioni sullo stipendio, mutui per non parlare poi delle carte di credito revolving e no.
Altra categoria, alla quale non è stato fatta mancare la possibiltà di indebitarsi sono i pensionati ai quali una norma del 2005 ha esteso l’applicabilità della Legge 180/1950, consentendo loro di cedere un quinto della pensione.
Un diluvio di denaro che ha sommerso molta gente nei debiti.
All’inizio tutto bene; di prestito in prestito, il mercato teneva, le sofferenze rimanevano contenute per il fatto che il buco veniva coperto facendo un altro buco, con la benedizione di crif che assegnava una buona pagella a chi aveva più posizioni aperte e regolari(mentre chi non era censito e non aveva mai fatto prestiti non poteva accedere e non accede al credito!!!). Poi la crisi, la cassa integrazione, i licenziamenti, le segnalazioni negative in crif, l’impossibilità di pagare il vecchio con il nuovo e quindi famiglie sotto la soglia di sopravvivenza con entrate inferiori alle uscite finanziarie. Quante? Forse il 5 o il 10%. Comunque milioni di persone.
La cosa più sorprendente è che di fronte all’impennata delle sofferenze, l’unico provvedimento preso dalle banche è la chiusura del credito. Nessuna domanda invece su come recuperare il denaro prestato. Probabilmente si pensa che la via del recupero stragiudiziale e poi quello giudiziale con alla fine la cessione dei vari crediti ed il conseguente recupero fiscale ristoreranno i conti; a parte che secondo noi ciò non è vero, nessuno pensa al dramma sottostante delle famiglie alle prese con recuperatori invasivi, carta bollata ma soprattutto nella condizione di NON POTER PAGARE per mancanza di mezzi.
Chi come noi, invece, lavora per migliorare la qualità della vita della gente o almeno ci prova,da tempo lancia messaggi al mondo bancario e parabancario, al governo e a tutte le intelligenze del Paese per trovare una soluzione ad un problema che affligge milioni di persone. Auspichiamo una Legge che regolamenti, come per le imprese, il fallimento quando a fallire non è l’impresa ma il soggetto privato. In attesa, abbiamo dapprima studiato e poi disciplinato uno strumento interno alla Mutua, il fondo di conciliazione. Da una parte i creditori che accettano un determinato piano di rientro, dall’altra il lavoratore dipendente che conferisce al datore mandato a trattenere e poi riversare nel fondo le somme necessarie per il rispetto del piano di rientro. La Mutua, conciliatore delle parti vigilerà circa il rispetto dell’accordo. La necessità di costituire un fondo è frutto della scarsa disponibilità del datore di lavoro ad entrare nel merito delle situazioni debitorie dei propri dipendenti ed accollarsi oneri amministrativi o comunque l’obbligo di dover intrattenere più rapporti con parti estranee. La Mutua, soggetto super partes, garantisce l’immediata ripartizione di quanto versato nel fondo.
La sottoscrizione di un tale accordo, tra debitore, creditori, “Mutua” e datore di lavoro, riteniamo possa essere uno strumento più efficace che non l’attivazione di una procedura giudiziale, nella quale di fatto solo il primo ha chance di recupero e gli altri stanno in coda; senza contare poi le spese di giustizia che gravano prima sull’attore e poi sul convenuto.

Come tutti i nuovi strumenti occorrerà testare la procedura ma l’interesse mostrato da tutte le parti in causa, ci consente di essere ottimisti.

Sul sito è stato pubblicato la schema dell’accordo sotto la voce “Apertura di un fondo di conciliazione”.

Il Direttivo

Impennata delle sofferenze finanziarie.

9 marzo 2010

Secondo “Affari & Finanza” le sofferenze finanziarie hanno raggiunto,alla fine del 2009, quota 59 Mld di euro. Un dato impressionante, se confrontato con i saldi 2008 e 2007.
A preoccupare è il trend inarrestabile di crescita del monte sofferenze.
Le famiglie non riescono più a restituire i prestiti, denunciando una crisi finanziaria superiore a quella delle imprese. Le sofferenze riferibili a prestiti personali e carte revolving sono in costante aumento.
Le banche e le finanziarie nella fase stragiudiziale si affidano a strutture di recupero che scontrandosi con la disperazione di chi non ha niente da perdere, altro non fanno che esasperare gli animi.
Meglio non va sul versante giudiziale dove i Tribunali emettono tonnellate di decreti ingiuntivi e concedono pignoramenti nei confronti di soggetti che non hanno nulla da perdere; un dispendio enorme di risorse che non serve quasi a nulla.
E’ chiaro che, come diciamo da tanto tempo, occorre una soluzione politica, una Legge che si occupi di questa materia; come esiste la Legge Fallimentare per le imprese,si deve, senza ulteriori attese, mettere mano ad una disciplina quando in stato di insolvenza si trovano le famiglie.
Riteniamo che per far ripartire questo Paese, occorre ridare speranza anche a tutti coloro che oggi non hanno nessuna via di uscita.
E’ chiaro, dare speranza non vuol dire indultare i debiti o praticare un condono per poi riprendere la corsa alle rate; il provvedimento deve prevedere non solo regole che disciplinano agevolazioni di rimborso ma anche l’obbligo a carico dell’agevolato, di porre in essere condotte e stili di vita NON riconducibili alla situazione di partenza.
Ammettiamo che il problema è molto complicato. Si deve comunque fare qualcosa subito.
Mutua del Lavoro e delle Famiglie è come sempre in prima linea per dare un effettivo contributo alla ricerca della soluzione.

Lucio Molinari

Spot Intesa San paolo sul credito all’impresa

2 marzo 2010

Nel veder scorrere le immagini della fiction dove un imprenditore virtuoso lotta a fianco della mestranze, rischiando TUTTO, per salvare i posti di lavoro e non chiudere l’azienda, abbiamo pensato per un attimo ad una campagna di sensibilizzazione governativa. Di quelle, per intenderci, finalizzate a ricomporre le fratture sociali ed ad incentivare quel clima di sana, corretta e trasparente collaborazione, indispensabile per uscire da una crisi così devastante come quella che stiamo vivendo.

Dobbiamo anche sottolineare l’ottima regia del filmato e la scenografia azzeccata all’interno di un’azienda di nuova generazione.

Poi però come d’incanto è comparso il logo “Intesa San Paolo” e la scritta “siamo sempre al Suo fianco” trasformando così il filmato in spot.

Questo un pò ci ha turbati. Ma siamo proprio sicuri che il management di Intesa San Paolo, in una situazione simile a quella del filmato, dia questi input alle filiali ed agenzie. Attenzione a passare messaggi così importanti e poi non essere conseguenti. Noi tutti i giorni registriamo il pianto di piccoli imprenditori che lamentano il fuggi fuggi del sistema bancario,quando le proprie aziende stanno in odore di crisi e chiusura ; e non basta dare prova di buona volontà rischiando il proprio patrimonio.

Vogliamo però essere ottimisti e dare credito a questo new deal varato da una tra le maggiori istituzioni bancarie del Paese. Certo se constateremo che è solo facciata senza sostanza non esiteremo a chiedere conto a chi dichiara e non mantiene una promessa così importante sotto il profilo sociale ed educativo.

Lucio Molinari

Credito, informazione e consapevolezza

19 febbraio 2010

La maggior parte degli utenti finanziari del comparto famiglie NON conoscono le procedure di accesso del credito. Vivono in una profonda ignoranza circa i meccanismi sempre più asettici ed automatici che regolano l’erogazione di prestiti e finanziamenti.

L’ignoranza favorisce l’attività di operatori scaltri che della disinformazione fanno la loro fortuna commerciale.

L’operatore scaltro, facendo leva sull‘ignoranza, alimenta le supertizioni secondo le quali certe situazioni si possono aggiustare o comunque cambiare l’ordine naturale e logico delle cose.

L’utente deve sapere che in base agli attuali meccanismi del credito, per accedervi, occorre possedere requisiti oggettivi e non esistono scorciatoie ( legali) per rendere finanziabile chi non lo è.Pertanto dietro una promessa di credito impossibile si nasconde o il tentativo di carpire denaro o peggio.

L’ utente deve sapere che se possiede i requisiti oggettivi di credito può pretendere dal mercato le migliori condizioni offerte dai grandi competitors.

La Mutua del Lavoro vuole combettere l’ignoranza che genera la supertizione e consente ai disonesti di fare affari sul bisogno, .

Finanziamenti contro cessione quinto e delegazione di pagamento ai dipendenti delle aziende private

17 febbraio 2010

Il Direttivo della Mutua del Lavoro e delle Famiglie ha approvato le nuove tariffe a favore degli associati:

tasso di convenzione 4,10%

commissioni di gestione pratica 0,65%

commissioni bancarie nel limite del 3%

teg finale massimo 7,99%

Nessun costo sugli acconti richiesti. Nessun costo per le operazioni a domicilio.

Sussidio di disoccupazione legato all’associazione alla Mutua del lavoro e delle Famiglie 5,90 euro mens.

Il Direttivo

Carta TUTELA per i pensionati.

15 febbraio 2010

Tra le categoria più deboli, spesso vittime dei furbi, ci sono i pensionati. Una moltitudine crescente di persone - siamo nel mondo tra le popolazioni più vecchie - che nonostante siano uscite dal lavoro si trovano giornalmente a combattere la quotidiana lotta con la burocrazia, le banche, le assicurazioni, i rapporti di condominio, l’esattoria. Senza dimenticare che in molte famiglie si campa con la pensione, quando i figli sono disoccupati.
Lotta estesa ad una vera e propria autodifesa da chi, sapendo di avere davanti un soggetto più debole, cerca di approfittarne in tutti i modi: finte bollette e finti controllori, finti funzionari di banca, finti tecnici dei telefoni oltre ad imbonitori di ogni genere.
Da quando poi la pensione è diventato un emolumento cedibile ai fini dell’ottenimento di un finanziamento, non c’è finanziaria che non strizzi l’occhio a questa categoria: i pensionati d’altronde pagano, non generano rischi e non contrattano.
I sindacati di categoria sono importanti ma su certi argomenti come il prestito del denaro non ne sanno molto e cosa ancora più rilevante preferiscono non parlarne.
Carta TUTELA può essere un riferimento permanente per tutte quelle persone sole che vogliono avere un appoggio, una sicurezza, un parere disinteressato su tutto ciò che può loro capitare durante la giornata e non hanno nessuno vicino per confrontarsi.
Ai consultori di carta TUTELA è possibile parlare sempre di problemi economici, legali, assicurativi e fiscali, richiedere consigli sulla lettura di bollette, segnalare situazioni strane. Gli operatori avranno per tutti la parola giusta e se ci saranno gli estremi, interverranno.
Carta Tutela è un servizio sociale della Mutua del Lavoro e delle Famiglie, svolto nell’ambito di un contributo volontario pari a 5,90 euro mensili.( gratis per gli indigenti)
Carta Tutela è il miglior modo per i figli di assicurare il benessere dei propri genitori al di fuori dell’ambito strettamente medicale.
Il Direttivo

Fondi per gli associati che hanno perso il lavoro.

9 febbraio 2010

La Mutua delle Famiglie ha comunicato i massimali relativi alle sovvenzioni destinate agli associati che hanno perso il lavoro per causa involontaria.

1-Euro 1.000,00 /mille in buoni spesa alimentari.

2-Euro 500,00 /cinquecento destinati al rimborso delle spese scolastiche relativamente alla scuola dell’obbligo.
Il rimborso comprende oltre ai libri di testo anche i buoni pasto della mensa e le eventuali gite scolastiche.

3-Euro 1.000,00 /mille a titolo di contributo per il pagamento delle utenze domestiche primarie: energia elettrica,acqua e gas.

Tali sovvenzioni sono riservate a chi è iscritto alla Mutua da almeno due anni ed è ha continuativamente contribuito.
Le sovvenzioni verranno elargite dietro presentazione della documentazione attestante la perdita del lavoro definitiva con esclusione delle dimissioni volontarie, del licenziamento per giusta causa e dell’aspettativa.
La sovvenzione avviene mediante l’invio di buoni spesa quanto al punto 1; mediante rimborso in denaro quanto al punto 2; mediante il pagamento diretto delle bollette quanto al punto 3.

Ogni associato, può presentare, se dovessero ricorrere le condizioni, più domande di sovvenzione durante la propria presenza nell’associazione. Tuttavia non nello stesso anno solare. Verrà data precedenza agli associati ricorrenti al fondo per la prima volta.

IL DIRETTIVO

Prestiti: l’associazione a favore degli associati

9 febbraio 2010

La Mutua del Lavoro e delle Famiglie continua il lavoro proteso ad accorciare le filiere di distribuzione nel dei servizi con particolare riferimento al credito.
Tutte le maggiori istituzioni creditizie hanno sposato questa nuova filosofia che punta nella direzione della massima trasparenza e convenienza per l’utente-associato-consumatore, così come raccomandato da Banca d’Italia.
Oltre alle condizioni agevolate conseguite per i propri associati, la Mutua offre assistenze aggiuntive ed integrative come l’elargizione di un fondo sino a 2.500,00 in caso di perdita del lavoro.
Il supporto legale, fiscale ed assicurativo completa l’assistenza a 360° erogata dalla Mutua ai propri associati.
Nella prima metà dell’anno la Mutua elevarà CARTA TUTELA al rango di carta ricaricabile.
Sono in fase di avanzato allestimento, inoltre, altri servizi quali il conciliatore condominiale per le liti di condominio, la banca dati degli associati in cerca di occupazione, il centro di ascolto per i problemi legati ai consumi energetici famigliari, l’osservatorio Basilea 2 per le piccole e medie imprese.
Il direttivo ha poi approvato il piano industriale triennale che porterà la Mutua a contare su oltre 15.000 soci e 50.000.000,00 di euro di servizi erogati agli associati.
Lucio Molinari

Il conciliatore condominiale.

8 febbraio 2010

Le liti tra vicini sono in spaventoso aumento. Le assemblee condominiali, di per sè già luoghi dove uomini e donne danno il peggio, si sono trasformate in arene, teatro di battaglie senza esclusione di colpi.
Il clima teso viene favorito dalle incertezze quotidiane, dalla dura realtà economica delle famiglie, costrette a diffcili percorsi di sopravvivenza. Anche la spesa condominiale imprevista, un addebito non capito possono diventare motivo di disperazione.
Il tasso di maleducazione poi, in generalizzato aumento, e lo scarso senso civico, caratteristiche tipiche dell’italico dna, completano il quadro.
La Mutua del lavoro e delle Famiglie, protesa come sempre al miglioramento della qualità della vita ed al risparmio di risorse economiche che dovrebbero servire non ad incrementare le spese di giustizia ma i bisogni domestici primari, si propone come “conciliatore condominiale”; un arbitro imparziale al quale le parti, gratuitamente, conferiscono mandato a comporre la lite, a reperire una soluzione, con l’obbligo da parte dei condomini di accettare il verdetto qualunque esso sia.

Solidarietà ai lavoratori di Termini Imerese

29 gennaio 2010

Non riusciamo proprio a capacitarci di come sia possibile fare gli imprenditori alla Fiat o meglio come possa ancora il sistema accettare una certa filosofia.
Il buon Marchionne e tutti gli azionisti a lodarsi e contare i soldi derivanti dai profitti di una società risanata. Ma di che risanamento stiamo parlando se torniamo a parlare di cassa integrazione. Ma che razza di politica industriale Marky & C. hanno hanno adottato se si alternano periodi di straordinario a periodi di cassa integrazione. Come al solito quando si incassa i soldi li prende il privato, quando si perde li caccia la collettività. Non bastassero gli incentivi, cioè soldi pubblici per favorire un mercato profondamente in crisi.
Troviamo che fare imprenditoria, incassando i profitti nel momento buono e ribaltando sul pubblico le perdite quando è nera, sia un vero scandalo.
Veniamo poi alla chiusura degli stabilimenti italiani.Non è forse il momento di far valere ai signori del Lingotto il fatto che Fiat detiene nel mercato interno il 30% di quota.Come faranno gli italiani senza stipendio a comprare le 500 costruite in Polonia.
FIAT rifletti, così non puoi continuare.
Lucio Molinari