Opportunità di lavoro: aprire uno sportello della nostra associazione nella tua città

22 gennaio 2010

La Mutua del Lavoro e delle Famiglie offre assistenza a tutti i cittadini mediante l’attività di quattro consultori:
finanziario
assicurativo
legale
fiscale
Gli utenti possono, attraverso l’operato della mutua e dei consultori, richiedere finanziamenti, richiedere coperture assicurative, avere tutela legale e fiscale; il tutto nell’ambito mutualistico a prezzi equi e solidali.
Gli associati possono inoltre contare, in particolari casi e seguendo il regolamento interno della mutua, sull’erogazione di fondi destinati a bisogni primari quali l’alimentazione, lo studio dei figli minori ed il pagamento dei servizi irrinunciabili( acqua,luce e gas).
Cerchiamo persone che vogliano aiutarci lavorando per noi.
E’ sufficiente trovare una postazione a costo politico per ricevere gli associati e mettere tanta buona volontà per promuovere la nostra iniziativa. Al resto pensiamo noi.
Con pazienza ed impegno sarà possibile costruire insieme uno sportello operativo dove lavorare con soddisfazione anche economica.
Per avere informazioni è possibile chiamare il n. 019.71930898 oppure mandare una mail a info@mutuadellefamiglie.org.
Ti aspettiamo.

Dainese licenzia e delocalizza la produzione in Tunisia

19 gennaio 2010

Che l’impresa debba perseguire profitti non ci piove. Che tali profitti si raggiungono vendendo i beni e servizi prodotti è altra verità indiscutibile. Ora non conosciamo quanto sia importante il mercato italiano per Dainese ( sponsor di Valentino Rossi).Certo è che le aziende convertitesi alla delocalizzazione, sottraendo pil ai loro mercati primari, prima o poi dovranno chiedersi come faranno i tradizionali clienti “impoveriti” e senza lavoro e senza stipendio a comprare le merci prodotte nei paesi sottosviluppati.
Dainese oggi, Fiat da sempre e tutti gli altri sono proprio sicuri di conoscere a fondo gli effetti devastanti nel lungo periodo di questa politica depauperativa delle preziose risorse manifatturiere italiane.
Noi crediamo che qualche dubbio dovrebbero quanto meno coltivarlo.
Lucio Molinari

La via nuova del credito.

18 gennaio 2010

Il privato cittadino ed il piccolo imprenditore che si accingono ad andare sul mercato per chiedere soldi, con qualsiasi finalità, partono dal presupposto che chi glieli darà farà loro un favore; di conseguenza l’atteggiamento dei soggetti richiedenti davanti alle banche ed alle finanziarie è quello di sudditanza psicologica. Chiedere soldi è nel comune sentire sinonimo di umiliazione o ammissione di qualche peccato.
Nulla di più sbagliato. Chi, per mestiere presta soldi, non importa se banca o finanziaria, svolge un’attività come qualsiasi altra con la specificità di vendere non capi di abbigliamento o mobili ma soldi e prodotti finanziari. I soldi sono una merce come qualsiasi altra, risente delle quotazioni di mercato ed ha, però, un prezzo massimo ( tasso soglia); prestarlo oltre quel tasso è una reato penale, l’usura. Chi compra il denaro è un cliente che pertanto non solo non fa un favore alla Banca o Finanziaria, ma senza quel prestito la Banca o la Finanziaria non guadagnerebbero.
Tuttavia dire che il denaro è una merce comune come le patate ed il burro è sicuramente riduttivo e non conforme alla realtà. Il mondo del credito infatti è una cosa più complicata, uno snodo dove confluiscono più interessi da tutelare come quello dei risparmiatori che il denaro non lo chiedono ma lo mettono a disposizione. Per questo motivo pur essendo il credito un diritto e le Banche gli enti per legge chiamati a svolgere l’importante funzione sociale del credito, per ottenere un finanziamento, un mutuo od un prestito personale non è sufficiente farne richiesta ( come per qualsiasi altro genere di consumo) ma bisogna rispondere a determinati requisiti oggettivi. Tali requisiti non sono sempre gli stessi e nel tempo sono mutati; le regole del credito hanno preso una dimensione sovranazionale e sono state oggetto di accordi ” Basilea 1 e 2″ che hanno scritto nuove norme e stabilito nuovi principi creditizi. Il fine è rendere stabile il sistema finanziario ed evitare clamorosi crolli anche recenti che minando l’economia hanno portato intere fasce di popolazione nella miseria.
Conoscere bene queste regole ed i propri limiti è l’unico modo per accedere al credito.
Il compito di un Ente come la Mutua del Lavoro e delle Famiglie è creare intorno a sè un nuovo bacino di utenza ben informata, conscia dei propri limiti; un’utenza che chiedendo soldi sa quali sono i propri diritti e pretende dal mercato un servizio efficiente ed equo nel prezzo.

I nostri associati sono costantemente informati sui limiti oggettivi e sulle condizioni che l’associato può e deve pretendere.
Mutua del Lavoro e delle Famiglie è e vuole essere un punto di sicuro riferimento per gli utenti finanziari, privati e piccoli imprenditori.
Per saperne di più 800.92.88.35

I nuovi tassi soglia.

13 gennaio 2010

Vediamo con grande stupore che la rilevazione di dicembre dei tassi soglia circa la cessione del quinto e la delegazione di pagamento sono cresciute di alcuni punti superando quota 20%. Dopo aver salutato con soddisfazione la presa di posizione di Banca d’Italia, con le raccomandazioni agli operatori del novembre 2009, ora siamo investiti da una certa preoccupazione nel verificare questa impennata dei tassi; soprattutto in un momento in cui il tasso euribor continua a stare abbondantemente sotto il 2%.
Allora perchè questo aumento? Si tenta di rimettere in gioco tutte quelle 106 destinate a soccombere non potendo più speculare sui salari dei dipendenti? Certo, la difficile crisi economica e le difficoltà generate dalle sofferenze possono aver indotto gli assicuratori del credito ad aumentare i premi; ma questo non basta a giustificare l’impennata dei prezzi.
Mutua del Lavoro e delle Famiglie vigilerà con attenzione sulla dinamica rialzista attivandosi a favore di quegli Istituti che continuano invece a calmierari tassi e commissioni.
Si invitano tutti gli utenti della cessione del quinto e della delegazione di pagamento a contattare l’associazione per segnalare speculazioni o più semplicemente per verificare la congruità del prezzo applicato sui preventivi proposti dagli operatori.

Cessione Quinto Arma dei Carabinieri.

12 gennaio 2010

Ripresa da parte della mutua l’attività di istruttoria relativamente a domande di cessione quinto inoltrate da dipendenti dell’Arma dei Carabinieri.
Numero verde gratuito per preventivi: 800.92.88.35

Mutua delle famiglie: prestiti ai lavoratori della sanità

16 dicembre 2009

Il Direttivo della MLF ha pubblicato le condizioni riservate a tutti i dipendenti ospedalieri.

Rata indicativa 200,00

durata 120 mesi

netto 17.000,00 teg 6,98%

contributo dalla mutua 100,00 euro

netto all’utente 17.100,00 euro.
Tutti coloro che intendono usufruire dell’oppportunità possono chiamare gratuitamente l’ 800.92.88.35 oppure richiedere il contatto a info@mutuadellefamiglie.org

Cosa deve fare un piccolo imprenditore per avere credito. I suggerimenti della MLF

15 dicembre 2009

Il credito è aspetto primario per l’impresa. Possiamo affermare che non esista impresa, anche se piccola, che prima o poi non abbia bisogno di credito. Lo sviluppo di quell’impresa dipenderà dalla possibilità di reperire o meno denaro sul mercato.
Prima della bufera finanziaria e di Basilea 2 ,il credito, soprattutto nel nostro paese, era qualcosa di legato ai rapporti personali tra il banchiere ( o bancario) ed l’imprenditore; una visione del credito molto personalizzata e incentrata sul patrimonio dell’imprenditore, completamente avulsa dalla finalità del prestito, dal progetto sottostante e soprattutto dall’analisi asettica dell’impresa destinataria dei soldi.
Oggi il credito è altra cosa: non diciamo che l’aspetto personale dell’imprenditore non conti più; ma certamente oggi il soggetto posto sotto esame per la delibera del finanziamento non è più la persona fisica ma l’azienda in tutti i suoi molteplici aspetti.
Sarà rilevante la capacità di competere sul mercato, la diligenza nel tenere in ordine i conti, la puntualità nei pagamenti e soprattutto la capacità di generare reddito certo e dichiarato. Un’azienda che produce utili non dichiarati, non tiene una contabilità ordinata e gestisce con pressapochismo i propri affari, potrebbe vedersi rifiutato il credito anche se patrimonialmente sana. Per contro, un’impresa scarsamente patrimonializzata ma diligente nel rispettare il business plain potrebbe vedersi premiata nel reperimento delle risorse finanziarie.
E’ chiaro che oggi l’imprenditore deve gestire con maggior trasparenza la propria attività e non tralasciare nessun aspetto nel controllo di gestione. In una fase così delicata di transizione dalla vecchia alla nuova mentalità è importante poter contare su qualcosa e qualcuno che sappia governare tali meccanismi. Un soggetto in grado di erogare consulenza e porre gli accenti sulle partite rilevanti per avere credito: bilancio, controllo di gestione, competitività, redditività sono tutti concetti che aiutano a formare quel rating che farà, al momento di chiedere il perestito, la differenza per ottenere i quattrini.
Mutua del lavoro e delle famiglie è a fianco della piccola impresa per aiutare i piccoli imprenditori ad usare correttamente tutti gli strumenti per accedere al credito.
Numero gratuito 800.92.88.35

I consulenti della Mutua del Lavoro a favore delle piccole e medie imprese.

11 dicembre 2009

Anche l’impresa più piccola non può prescindere dal controllo di gestione. Tutti gli imprenditori non possono più permettersi di navigare a vista dovendo avere, giorno per giorno, il completo controllo della situazione; anche quando le cose vanno bene.
Solo il flusso costante di dati consente correzioni ed aggiustamenti necessari per rendere più solida l’impresa.
In tale contesto riveste grande importanza la possibilità di ottenere credito.
I piccoli imprenditori italiani, quelli azienda-famiglia tanto per interderci, hanno spesso privilegiato una gestione “personale” dell’attività, più improntata a nascondere le vere potenzialità dell’impresa che a renderle note al mondo; la paura atavica del fisco, la propensione alla riservatezza e le vecchie regole applicate dalle banche, hanno favorito questo processo di economia sotto traccia.
Oggi però il mondo è cambiato: l’impresa è qualcosa di oggettivo, se vogliamo “pubblico”. Dalla camera di commercio all’inal, all’inps, all’agenzia delle entrate, osserviamo un monitoraggio attento e puntuale dell’impresa; l’atteggiamento delle Banche poi, sotto la pressione degli accordi internazionali( Basilea), è radicalmente mutato: l’impresa vista non più dal punto di vista delle tasche del padrone e del suo patrimonio ma da quello della produttività e capacità di fare utili.
E’ chiaro che stiamo assistendo ad un mutamento culturale epocale. Dobbiamo spiegare all’imprenditore che il bilancio non è un documento confezionato alla fine dell’anno ad uso e consumo del fisco per pagare sempre meno tasse, ma la reale carta d’identità dell’azienda che “manifestando” il proprio grado di efficienza e capacità produttiva, attrae capitali, trova credito e cresce nei propri affari.
Per assistere i piccoli imprenditori nel difficile passaggio in corso e nel favorire nuove relazioni tra l’ aziende ed il mondo del credito c’è bisogno di professionisti disponibili a traghettare quelle imprese dal vecchio al nuovo sistema.
Consulenti in grado di insegnare anche alle realtà più piccole ed agli imprenditori meno preparati le nuove regole del dialogo con le banche che partono da concetti nuovi come “rating” e “credit default swaps”.
La Mutua del Lavoro e delle Famiglie, impegnata istituzionalmente nel facilitare tutti questi passaggi, si propone come interlocutore della piccola impresa per assistere l’imprenditore in un momento non facile e reso ancor più complicato dalla crisi economica in atto.

Lucio Molinari

Il ruolo della Mutua del Lavoro nella distribuzione dei prodotti di finanziamento con trattenuta in busta paga ( cessioni e deleghe)

10 dicembre 2009

Non possiamo non proseguire nella riflessione sollecitata dalle recenti prese di posizione da parte di Bankitalia e dalle risposte, a caldo, predisposte dagli operatori del settore.
Occorre innanzitutto affermare una cosa che spesso, per ipocrisia, non viene detta: l’utente della cessione del quinto così come della delegazione è un utente forzato a contrarre tale tipo di finanziamento da una serie di eventi negativi che lo condizionano e lo spingono in quella direzione. L’utente della cessione è sovente protestato e non è in possesso dei requisiti necessari per la richiesta di un prestito personale; molto spesso è un soggetto già indebitato con finanziamenti personali; “soggiace” negativamente in crif con tutte le porte del credito chiuse. In altre parole possiamo definire l’utente della cessione un soggetto debole.
Per questa caratteristica, oltre alla perenne disinformazione finanziaria del consumatore, per anni il popolo della cessione è stato terreno di caccia di operatori scaltri che sul bisogno della gente hanno fatto i soldi. Inetivabile per bankitalia rilevare che il disposto della Legge 180 era stato stravolto nella forma e nella sostanza, autorizzando di fatto gli istituti abilitati ad approfittare dello stato di bisogno degli utenti.
Abbiamo visto di tutto: tassi alti, rinnovi senza nessuna convenienza, commissioni dei mediatori superiori al netto ricavo dei cedenti.
Ora il nostro istituto centrale ha detto basta: richiama le banche ad entrare direttamente nella filiera distributiva, a vigilare sulla distribuzione e sul rispetto della Legge, a calmierare tassi e commissioni.
Noi vogliamo andare oltre: se questo prodotto è destinato nei fatti al segmento più debole della società ( lavoratori dipendenti e pensionati) soggetti spesso obbligati a dirigersi per motivi personali su questi prodotti, non è forse il caso di coinvolgere nella distribuzione soggetti come patronati ed associazioni che hanno statutariamente il fine di rendere la vita più facile a chi è in difficoltà, quanto meno sgravando tali servizi dai costi distributivi.?
La nostra riflessione termina qui, in attesa di ricevere il contributo di tutti e maggiormente di chi è Ente primario nella erogazione di tali servizi.
Lucio Molinari

Prestiti alla piccola e media impresa.

1 dicembre 2009

Ricercare credito non è mai stato così complicato. Fatta eccezione per la grande impresa, che per definizione, è dotata di strumenti idonei alla gestione e controllo del proprio bilancio, la piccola e media impresa, costituita da artigiani, commercianti e piccoli industriali, spessissimo su scala familiare, si trova impreparata al confronto con le Banche.
Assistiamo sovente ad imprese vitali, con buoni progetti che si vedono rifiutati crediti per grossolani errori nella presentazione delle domande.
Da sempre si dice che il bilancio è lo specchio dell’azienda; il bilancio non deve più essere visto come adempimento obbligatorio ad uso e consumo del fisco, secondo la mentalità prevalente del secolo scorso, ma come preziozo strumento di gestione e controllo della propria attività, in grado di crescere se sarà in grado di reperire le risorse finanziarie.
E’ difficile pensare ad un’azienda che progetta, produce e fa utili senza bisogno di credito.E oggi per ottenere quel credito occorre essere trasparenti, credibili, pianificati e ben gestiti: in altre parole bisogna tenere in ordine i bilanci.
L’accordo di Basilea 2, ancorchè applicato con una certa elasticità dalle banche, è il punto di riferimento su cui muovere la complessa gestione aziendale.
Mutua del Lavoro e delle Famiglie da oggi a fianco della piccola e media impresa, insieme ad artigiani e commercianti per reperire credito e soprattutto assistere la nuova imprenditoria ad acquisire questa nuova necessaria mentalità.
LM