10 maggio 2012
Su richiesta dei nostri utenti illustriamo nel dettaglio i costi della cessione del quinto stipendio e della delega. Possiamo suddividere i costi in tre gruppi:
-bancari, costituiti dal tasso di interesse, commissioni finanziarie e spese istruttoria. Tali costi oggi si aggirano tra il 4 ed il 7% a titolo di interesse ed intorno al 2/4% a titolo di commissioni. Diciamo che le maggiori banche hanno condizioni piu’ o meno standard.
-assicurativi, costituiti dalla polizza rischio vita e da quella rischio impiego; anche in questo caso la differenza tra i vari Istituti è minima mentre variazioni di rilievo attengono ai rischi che le varie compagnie assumono: ad esempio alcune compagnie non assumono rischi in capo a dipendenti delle cooperative mentre altre coprono tale rischio.
-distributivi, cioè le provvigioni che il venditore del prodotto si riserva per sè. Pur in maniera più contenuta rispetto al passato per effetto dei tassi soglia rilevati da Banca d’Italia è su questo versante che si possono verificare le maggiori differenze e l’UTENTE DOVRA’ SEMPRE PRIVILEGIARE QUELLE STRUTTURE CHA PRATICANO COMMISSIONI CONTENUTE E CALMIERATE(MAX 2/3%).
Il nostro patronato fa parte di queste strutture e rilascia anche semplici preventivi al fine di poter contribuire ad orientare al meglio l’utenza.
Il servizio si ottiene chiamando il n. arancio 019 719 30 898
Il Direttivo
Tag: cessione del quinto, finanziamenti cessione, guida cessione del quinto, prestiti cessione dello stipendio
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8 maggio 2012
La Mutua del lavoro e delle famiglie ha potenziato la sezione cessione quinto dello stipendio garantendo comunicazione fattibilità e preventivo entro 24 dal ricevimento della documentazione.
Tutti gli utenti interessati possono chiamare il numero arancio 019 71930898 o inviare un fax al n. 019 2504621 oppure inviare una mail a info@mutuadellefamiglie.org.
Tassi ribassati per enti pubblici e pensionati.
Abbuoni a tutti i nuovi associati.
Il Direttivo
Tag: cessione del quinto stipendio, finanziamenti con trattenuta, prestiti con trattenuta, prestiti dipendenti cooperative
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13 aprile 2012
Andando incontro alle molteplici richieste provenienti da tutta Italia e riguardanti la categoria dei pensionati ENASARCO la Mutua del lavoro e delle famiglie offre a tutti gli utenti un servizio gratuito di preventivazione e canalizzazione del finanziamento presso le banche convenzionate con tassi fissi agevolati inferiori al 5%.
Per saperne di più è sufficiente chiamare il n. verde 800.928835 oppure inviare una mailo a info@mutuadellefamiglie.org.
Il direttivo
Tag: enasarco, finanziamenti pensionati enasarco, pensionati enasarco, prestiti pensionati enasarco
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13 marzo 2012
ROMA – Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge in materia di sovraindebitamento. E’ quanto si legge nel comunicato diffuso al termine della riunione odierna. ”Il provvedimento – spiega la nota di palazzo Chigi -, che trova giustificazione nell’attuale contesto di crisi economica che investe indifferentemente famiglie ed imprese, e’ volto, sul piano macroeconomico, a stimolare la spesa per beni di consumo e investimenti da parte delle Pmi, allo scopo di invertire il trend negativo della domanda interna”.
”Il nuovo strumento per la gestione delle situazioni di conflitto nell’ambito dei rapporti civili ed economici – si legge nella nota – pone il Paese in linea con la legislazione vigente negli altri Stati membri dell’area euro, gia’ da tempo muniti di procedimenti esdebitatori, anche per i consumatori e le piccole imprese (da ultimo la Grecia con la legge n. 3869 del 2010). Le norme si prefiggono inoltre l’obiettivo di provocare una deflazione del contenzioso in sede civile derivante dall’attivita’ di recupero forzoso dei crediti. Queste – spiega la nota – le novita’ principali:
1.In precedenza la legge prevedeva l’obbligatorieta’ dell’accordo tra debitore e creditori. La nuova impostazione introduce un criterio in base al quale anche i creditori che non aderiscono all’accordo possono essere assoggettati agli effetti della procedura in forza di un provvedimento di omologazione adottato dal tribunale”.
2. In tal modo anche i creditori privilegiati che non aderiscono all’accordo perdono il diritto di vedersi soddisfatti integralmente e subito. I creditori privilegiati potranno infatti essere vincolati dal provvedimento del tribunale che ritenga che non avrebbero potuto comunque ottenere di piu’.
3.Viene ridotta dal 70% al 60% la soglia prevista per il raggiungimento dell’accordo tra debitore non consumatore e creditori.
4.Si introduce una procedura dedicata per il consumatore debitore in base alla quale non e’ previsto l’accordo, ma la predisposizione (a spese del debitore) di un ”piano” da parte di un apposito organismo di composizione della crisi che opera in veste di garante della fattibilita’ del piano di ristrutturazione”.
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13 marzo 2012
Al termine della riunione odierna il Consiglio dei Ministri ha diffuso una nota nella quale annuncia di aver approvato, su proposta del ministro della Giustizia, un disegno di legge di modifica della legge 27 gennaio 2012, n. 3, in materia di sovraindebitamento.
L’obiettivo di tale provvedimento, la cui necessità sorge dalla crisi economica che ha investito il Paese, è quello di porre rimedio alle difficoltà del debitore che ha contratto obbligazioni per scopi estranei alla propria attività, allargando l’opportunità di beneficiare del fallimento civile anche ai soggetti esclusi dalla legge fallimentare, cioè famiglie, piccole e medie imprese e microimprese. Il fine ultimo è quello di stimolare, in tal modo, la spesa per beni di consumo e investimenti da parte delle Pmi.
Questo nuovo strumento per la gestione del conflitto è, peraltro, in linea con le legislazioni degli Stati membri dell’Eurozona, che sono già dotati di procedimenti di questo tipo.
Nella nota vengono sintetizzate le principali novità contenute nel Ddl: decade l’obbligatorietà dell’accordo tra debitore e creditori, e anche i creditori che non aderiscono all’accordo possono essere, in tribunale, assoggettati agli effetti della procedura, così come i creditori privilegiati.
Inoltre viene ridotta dal 70% al 60% dei crediti la soglia prevista per il raggiungimento dell’accordo tra debitore non consumatore e creditori e si introduce una nuova procedura che rende necessaria la presentazione, da parte del consumatore debitore, di un piano elaborato con la collaborazione di un apposito organismo di composizione della crisi, che valuti e garantisca sulla fattibilità del piano di ristrutturazione.
Tag: sovraindebitamento famigliare
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12 marzo 2012
In controtendenza con il mercato, la Mutua del Lavoro e delle famiglie, in collaborazione con i soggetti abilitati e dedicati ha promosso una campagna convenienza sulle operazione di cessione e delega, abbassando le commissioni di intermediazione all’1,90%.
Tutti i consumatori interessati che volessero stipulare un contratto di cessione o delega possono accedere al nostro call center per ricevere assistenza ed avere le quotazioni “Mutua” sul contratto.
Lucio Molinari
Tag: cessione del quinto, delegazione di pagamento, prestito dipendenti, prestito pensionati
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12 marzo 2012
Il parlamento non solo non è stato in grado per anni di legiferare ma adesso riesce anche a cancellare i provvedimenti del Governo, come quello sul sovraindebitamento, che volevano dare un pò di ossigeno ai consumatori ed alle famiglie.
In sede di conversione in legge del dl n. 212/2011, la Camera ha deciso di abrogare proprio le disposizioni che riguardano le misure in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento per il cittadino consumatore, dove l’intento era aiutare soprattutto le famiglie in crisi. Attualmente così il dl n. 212 del 2011, sulle crisi da sovraindebitamento per i consumatori, è stato bloccato dal Governo, la cui intenzione almeno per ora, sembra quella di far confluire la procedura per i consumatori, in un nuovo disegno di legge, di cui per ora non si sa né quando, né come. Non si comprende appieno il perché di questo stralcio, anche se il governo ha rassicurato che sarà un successivo disegno di legge ad occuparsi unicamente della procedura di ristrutturazione dei debiti per i consumatori, ma anche in tal caso non è dato sapere né quando, né come. Certo è che i due provvedimenti normativi sulla composizione della crisi da sovraindebitamento, hanno distinti destinatari, anche se la procedura è simile, generando così numerose perplessità, vista la loro “identicità nella diversità”, volendo un po’ giocare con le parole. Di conseguenza con lo stralcio della procedura per i consumatori in sede di conversione in legge del dl n. 212 del 2011, l’unica procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento oggi concessa e riconosciuta, è quella disciplinata al decreto legge 3 2011, ossia quella per i debitori non assoggettabili a procedure concorsuali, i piccoli imprenditori, cancellandola di fatto per i consumatori.
NON ABBIAMO PAROLE
La nostra associazione rimarrà comunque a fianco degli associati, in attesa il Governo, come promesso presenti un nuovo provvedimento.
Lucio Molinari
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14 febbraio 2012
Ogni giorno registriamo la difficoltà delle famiglie a trovare credito. Il credito ai privati è oggi veramente stretto o meglio ingessato. Se andiamo ad analizzare i vari strumenti, possiamo renderci conto del dramma vissuto dagli utenti.
Il prestito personale è certamente un servizio snello e di per sè sufficiente a garantire erogazioni alla portata della famiglie; tuttavia la crisi e la precarietà lavorativa ( oltre alla cattiva gestione dei bilanci familiari ) hanno causato ritardi nei pagamenti delle rate in corso, con automatico inserimento nelle varie banche dati di quasi 8.000.000 di utenti che per tale segnalazione non potranno più accedere a tale tipo di finanziamento. Aggiungiamo la stortura del sistema che boccia tutte quelle richieste effettuate da nominativi cosiddetti NON censiti cioè quelli che non hanno mai richiesto un prestito. Le banche anzichè premiarli per una condotta prudente, li penalizza.!!!!!!
A coloro che nonostante la presenza di segnalazioni in banche dati, svolgono un lavoro subordinato o sono pensionati arriva in soccorso la possibilità di accedere ad un altro tipo di prestito: la cessione del quinto; strumento gradito al sistema e reso obbligatorio a partire dal 2005 per tutti i datori di lavoro privati. La cessione del quinto tuttavia, non può essere contratta senza una copertura assicurativa obbligatoria contro la perdita dell’impiego, assicurazione riservata al mondo pubblico ed a qualche società privata di livello estromettendo dal servizio la stragrande maggioranza dei dipendenti privati.
Un altro strumento finanziario, simile, è la delegazione di pagamento, una sorta di seconda trattenuta in aggiunta alla cessione. Anche questo prodotto sconta però l’obbligo dell’assicurazione contro la perdita dell’impiego. Lasciamo a Voi immaginare quale sia l’orientamento delle assicurazioni riguardo ad un prodotto ancora più a rischio della cessione. Un disastro.
Il risultato è il rifiuto da parte del sistema del 75% delle richieste.
C?è bisogno di andare oltre questi schemi. C’e’ bisogno di innovare e immettere sul mercato nuovi prodotti che consentano ad un maggior numero di cittadini di acceder al credito, studiando garanzie collaterali, nuovi strumenti assicurativi. Certo le banche devono poter prestare i soldi dei risparmiatori nel quadro di una ragionevole certezza di rientro da parte dei clienti. Questo obiettivo si potrà ottenere solo lavorando su nuove regole e nuovi parametri. Non può verificarsi più che un giovane con un reddito certo e certificato non trovi credito solo perchè lavora presso un datore sgradito alle assicurazioni o peggio perchè non indebitatosi in passato. Sono storture da eliminare.
Come al solito la nostra associazione si mette a disposizione per ricercare soluzioni, per trovare nuove strade.
Così come è accaduto nella Legge sul sovraindebitamento varata dal Governo il 22.12.2011 e da noi sollecitata già dal 2009, siamo fiduciosi nella presa d’atto del bisogno di cambiamento da parte del sistema.
Lucio Molinari
Tag: cessione del quinto stipendio, delegazione di pagamento, finanziamenti, finanziamenti con trattenuta, finanziamento dipendenti, prestito autonomi, prestito dipendenti
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14 febbraio 2012
Sono molti i nostri associati che vogliono sapere cosa sono e a che servono le cosiddette società di rating.
Diciamo che un organismo sopra le parti, INDIPENDENTE, giudice imparziale dell’operato di quella società o di quello stato, sarebbe necessario. I risparmiatori così come gli investitori istituzionali e gli stessi cittadini, potrebbero contare su di un parere autorevole e disinteressato al fine di prendere tutte quelle decisioni di carattere economico e perchè no POLITICO nella vita quotidiana.
Il problema è quando questo organismo troppo indipendente non lo è. Anzi sembra in qualche modo compromesso: d’altra parte cosa dobbiamo pensare di quelle agenzie che, a quattro giorni dal fallimento, davano ancora la tripla A a Lehman Brothers. Incredibile.
A noi pare che le agenzie di rating non siano nè autonome, nè indipendenti nè oggettive. Senza questi presupposti non sarà certamente possibile dare credito ai giudizi di merito siano essi positivi o negativi.
Invochiamo una severa e puntuale regolamentazione che dia delle linee guide all’operato di queste agenzie, autonome, internazionali e magari vigilate dal Fondo Monetario Internazionale.
Per il momento possiamo relegare quel rating a qualcosa di simile ad un pettegolezzo.
Lucio Molinari
Tag: società di rating
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14 febbraio 2012
Può un governo prendere decisioni in aperto contrasto con gli elettori che teoricamente dovrebbe rappresentare. Il 91% dei greci non approvova l’operato del proprio governo. Papandreu, saggiamente voleva proporre un referendum dando la parola ai cittadini circa il futuro della Grecia. Invece niente.
La domanda è: il popolo è veramente sovrano? esiste ancora una vera democrazia rappresentativa? perchè l’Europa ha paura della decisione sovrana di un popolo.
Ritengo che proprio qui stia il problema; se i Greci decidessero di tornare indietro sull’Europa, i primi ad avere pesanti contraccolpi sarebbero gli Istituti di Credito Tedeschi e Francesi. A questi ed ai loro governanti non gliene frega un bel niente della qualità della vità del popolo greco; a loro interessa salvaguardare solo ed esclusivamente i propri interessi finanziari.
Attenzione anche Italia, Spagna e Portogallo pur con le dovute differenze si potrebbero trovare nella medesima situazione trovandosi a dover ingoiare bocconi amari, senza dibattito e senza confronto.
Pensiamo invece che la discussione debba essere lunga e partecipata lasciando ai cittadini il diritto di perseguire una strada piuttosto che l’altra. Il taglio della pensioni potrebbe essere una medicina necessaria, resa però inammissibile se finalizzata al pagamento di interessi su qualche DERIVATO o ancor peggio per il pagamento di forniture militari.
Vorremmo vedere proprio nella patria dell’antica democrazia greca, riaffermato il principio della condivisione e della rappresentanza.
Lucio Molinari
Tag: economia lucio molinari
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