Sembra sempre più difficile il percorso dei dipendenti delle aziende private per reperire denaro. La crisi, la crif, la cassa integrazione; tutto rende la situazione più complicata. In queste condizioni i dipendenti hanno fatto ( e fanno) grande ricorso al prestito contro cessione di quinto o comunque in delegazione con una seconda trattenuta in busta paga. La cessione è la delega non tengono conto dei disguidi del richiedente, poca importanza viene data al reddito del lavoratore salvo rimanere nei parametri di trattenuta previsti dalla Legge; un prodotto insomma per tutti purchè assunti a tempo indeterminato. Questa operazione però necessita di un’assicurazione obbligatoria che copra il debitore dal rischio di morte e da quello di perdita dell’impiego. Una recente direttiva dell’Isvap ( la numero 29) ha modificato radicalmente l’impostazione della Legge 180; di fatto l’impatto della direttiva riguarda  il calcolo del tasso piuttosto che incidere nel merito del rischio da assumere, ma ha creato un sacco di incertezze negli operatori.

Purtroppo per i lavoratori, oltre ai disagi derivanti dall’applicazione delle nuove norme, occorre fare anche i conti con le difficoltà delle aziende; infatti la possibilità o meno di prendere i soldi non dipende dal dipendente, ma da chi gli da lavoro; i dipendenti delle società tyranquille riceveranno pertanto il prestito; mentre quelli che già lavorano per un datore in difficoltà, anche se  uguali agli altri, il prestito non lo potranno avere (per lo meno quello con la trattenuta sulla busta).

Così le difficoltà dei datori incidono pesantemente, aggiungendosi alle altre cause di disagio, sulla possibilità dei dipendenti privati di trovare soldi.

Occorre fare qualcosa. Un lavoratore, anche se lavora per un’azienda in un momento di difficoltà, deve poter accedere alla trattenuta in busta, potendo vincolare il proprio tfr: magari mettendolo in un fondo, oppure richiedendo garanzie collaterali ai familiari, oppure ancora chiedendo direttamente all’assicurazione una sorta di polizza credito che si basi su vari elementi e non solo sull’andamento economico del datore di lavoro.

La Mutua del lavoro  e delle famiglie (800.92.88.35) ha aperto un dibattito su queste tematiche, allargato a tutte quelle istituzioni che vogliono dire qualcosa su come rendere più facile  il credito alle classi più esposte alla crisi.

I nostri consultori sono sempre aperti per informare, dare consulenza ed intervenire su tutte le operazioni di prestito che gli utenti ci vorranno canalizzare.

L.M